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Indagine FAPAV/Ipsos 2022

Indagine FAPAV/Ipsos 2022

30 MILIONI DI ATTI DI PIRATERIA IN PIÙ RISPETTO AL 2021

+26% QUELLI SU EVENTI SPORTIVI LIVE

4 PIRATI SU 5 CONSAPEVOLI DI COMMETTERE UN REATO

PRESENTATI QUESTA MATTINA I NUOVI DATI FAPAV/IPSOS SULLA PIRATERIA AUDIOVISIVA IN ITALIA IN OCCASIONE DELL’EVENTO “STATI GENERALI DELLA LOTTA ALLA PIRATERIA TRA LEGALITÀ, SICUREZZA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE”

Roma, 28 giugno 2023 – La nuova indagine sul fenomeno della pirateria audiovisiva e sportiva, condotta da Ipsos per conto di FAPAV – Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali, è stata presentata questa mattina all’Ara Pacis di Roma in occasione dell’evento “Stati Generali della lotta alla pirateria tra legalità, sicurezza e intelligenza artificiale. Industrie dei contenuti, consumi culturali e comportamenti illeciti” organizzato dalla Federazione e che ha visto la partecipazione di importanti rappresentanti delle Istituzioni e dell’Industria.

I dati confermano un’incidenza complessiva della pirateria stabile tra la popolazione adulta, pari al 42%, ma contestualmente registrano una crescita nel numero di contenuti audiovisivi piratati: si stimano nel 2022 circa 345 milioni di atti illeciti, 30 milioni in più rispetto all’anno precedente (+9%).

L’incremento rispetto al 2021 è spinto soprattutto dallo sport live, che fa registrare un aumento del +26% degli atti di pirateria nell’ultimo anno ed è l’unico contenuto che evidenzia un trend complessivo di crescita rispetto alle ultime indagini. Seguono i programmi tv, con un +20% rispetto al 2021 e le serie/fiction, che nell’ultimo anno vedono incrementare gli atti di pirateria del +15%.

I film si confermano essere il contenuto più piratato: il 35% degli atti di pirateria audiovisiva (oltre 120 milioni) riguarda film, ma il trend, sia rispetto allo scorso anno sia in un’ottica di medio periodo, è in calo (-4% vs. 2021; -68% vs. 2016).

I dati Ipsos evidenziano che tra le modalità di fruizione dei contenuti illegali, la pirateria digitale si conferma essere la principale con il 39% di incidenza, dato stabile rispetto allo scorso anno. Segue a lunga distanza la pirateria indiretta (cioè il prestito di copie fisiche o digitali piratate o la visione da amici), che dopo la forte diminuzione avvenuta tra il 2018 e il 2021, si assesta attorno al 12%. Infine, la pirateria fisica, con il 9% di incidenza, resta la modalità meno utilizzata.

Da notare il trend inverso tra gli adolescenti: nel corso del 2022 quasi la metà dei 10-14enni (47%) ha commesso almeno un atto di pirateria audiovisiva, ma tale incidenza è in arretramento rispetto al 2021 (-4pp) e la stima degli atti di pirateria non raggiunge i 25 milioni (nel 2018 erano oltre 31 milioni).

​​Per quanto riguarda la deterrenza, i dati dell’ultima ricerca confermano che l’oscuramento dei siti si rivela una misura efficace: il 40% dei pirati adulti ha incontrato almeno una volta un sito bloccato e tra loro la metà si è di conseguenza rivolto ad alternative legali (49%, +6pp vs. 2021).

Durante la mattinata si è parlato anche della proposta di legge sul contrasto alla pirateria online che lo scorso marzo la Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità dopo un iter che si era interrotto con la fine anticipata della scorsa legislatura. La proposta di legge, ora in discussione al Senato della Repubblica, conferisce nuovi poteri all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. A fronte della segnalazione dei titolari dei diritti tv è attribuito all’AGCOM il potere di ordinare l’immediato oscuramento del sito che trasmette illegalmente il contenuto. È previsto, poi, l’aumento delle sanzioni sia per coloro che mettono illegalmente a disposizione contenuti protetti da copyright, sia per gli utenti finali che rischiano multe fino a 5mila euro e fino a tre anni di carcere.

In attesa della definitiva approvazione della nuova legge, la consapevolezza di commettere un reato tra gli utenti del web è diffusa (l’81% tra i pirati adulti), una buona metà di questi però non ritiene probabile l’essere scoperti e puniti. Coerentemente con quanto rilevato in passato, i pirati di contenuti audiovisivi sono più concentrati tra gli under 35 (39% vs 27% del totale popolazione), tra coloro che hanno un livello di istruzione più elevato (21% di laureati vs 18% del totale popolazione) e tra gli occupati (61% vs 54% del totale popolazione). Si riscontra inoltre una leggera prevalenza degli uomini sulle donne (53% di uomini e 47% di donne).

La ricerca presentata oggi da Nando Pagnoncelli e riferita al 2022 evidenzia come il fenomeno della pirateria nel nostro Paese sia in continua evoluzione, sfruttando lo sviluppo tecnologico anche a fini illeciti, come dimostra il recente dibattito in merito alla relazione tra copyright e intelligenza artificiale. Anche i numeri di quest’anno, ci stimolano, come FAPAV a confermare il nostro impegno nel sostenere le Industrie dei contenuti audiovisivi e multimediali e nel lavorare con le Istituzioni – già molto sensibili al tema – per la definizione ed applicazione di nuovi strumenti preventivi di efficace contrasto alla pirateria ha dichiarato Federico Bagnoli Rossi, Presidente FAPAV.

“Oltre alle necessarie azioni di enforcement e all’approvazione della nuova legge antipirateria, che ci auguriamo possa essere licenziata a strettissimo giro, come Federazione continuiamo a promuovere attività di sensibilizzazione e campagne di educazione a sostegno della legalità. Si inserisce in questo contesto “Il Cinema Siete Voi”, la nuova campagna contro il fenomeno del camcording promossa da FAPAV in collaborazione con ANEC, ANICA e MPA, dedicata al pubblico in sala e che mira a sensibilizzare lo spettatore sul tema dell’illecita registrazione dei film al cinema. L’altra campagna a supporto dell’industria audiovisiva promossa da FAPAV insieme a ANEC, ANICA, APA, MPA e UNIVIDEO, e che sarà lanciata durante la Mostra del Cinema di Venezia, è la seconda edizione di “We Are Stories”, una serie di spot con protagoniste alcune giovani professioniste che raccontano come il loro amore per l’audiovisivo le abbia spinte a realizzare i loro sogni. Occorre lavorare in modo sinergico per favorire da una parte l’ampia offerta legale dei contenuti audiovisivi, dall’altra per arginare il fenomeno della pirateria che come emerge dai dati presentati questa mattina continua a rappresentare un serio freno allo sviluppo industriale ed economico del nostro Paese” ha concluso Bagnoli Rossi.

“La collaborazione tra FAPAV e Ipsos prosegue da diversi anni e nel tempo abbiamo imparato a conoscere sempre più nel dettaglio il problema della pirateria. Nella rilevazione di quest’anno abbiamo approfondito il tema della percezione del danno da parte dei pirati ed emerge chiaramente che chi pirata non è pienamente consapevole del danno che sta arrecando all’industria audiovisiva e soprattutto ai lavoratori che ne fanno parte. È perciò importante, come auspicato anche da Federico Rossi Bagnoli, continuare nella campagna di sensibilizzazione sul tema. Oltre a ciò, anche quest’anno si conferma l’efficacia del blocco dei siti per scoraggiare la pirateria. È bene quindi proseguire in questa direzione per far sì che sempre più pirati optino per una visione tramite mezzi legali dei contenuti di interesse. La pirateria purtroppo resta un problema ancora presente nel panorama italiano, ma tramite l’educazione e le attività di deterrenza è possibile arginarlo ed è questa la sfida più grande che deve affrontare l’industria audiovisiva nei prossimi anni” – ha dichiarato Nando Pagnoncelli, Presidente Ipsos Italia.

***

 I DATI DELLA PIRATERIA AUDIOVISIVA NEL 2022

 

42%: incidenza complessiva della pirateria di film, serie/fiction, programmi e sport live. (43% nel 2021, 37% nel 2019, 38% nel 2018, 37% nel 2017, 39% nel 2016).

23%: incidenza delle IPTV illegali anche solo in prova/senza abbonarsi.

345 milioni: la stima complessiva degli atti di pirateria (+30 milioni rispetto al 2021). Il 35% sono film, il 30% serie/fiction, il 23% programmi, il 12% sport live.

40% dei pirati è entrato a contatto con siti web oscurati.

49% dei pirati entrati in contatto con siti web oscurati si è convertito a fonti legali.

81%: i pirati consapevoli che la pirateria è un reato

55%: pirati che ritengono probabile che il reato di pirateria venga scoperto e punito.

59%: quota di pirati NON pienamente consapevoli che, a causa della pirateria, i lavoratori dell’industria audiovisiva rischiano di perdere il posto di lavoro.

47%: l’incidenza della pirateria tra i 10-14enni (-4pp rispetto al 2021).

76%: quota dei pirati adolescenti che è a conoscenza del fatto che la pirateria è un reato.

 

L’indagine è stata condotta sulla popolazione adulta (15 anni o più[1]) ed è stato realizzato anche un focus specifico sui ragazzi tra i 10 e i 14 anni[2].

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