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Piratando film e contenuti audiovisivi si rischia il furto dei dati personali e si mina la sicurezza di PC, tablet e smartphone 

Piratando film e contenuti audiovisivi si rischia il furto dei dati personali e si mina la sicurezza di PC, tablet e smartphone 

SECONDO GLI ULTIMI DATI DELLA RICERCA IPSOS COMMISSIONATA DA FAPAV SULLE EVOLUZIONI DELLA PIRATERIA AUDIOVISIVA ITALIANA, SOLO IL 55% DEI PIRATI HA PIENA CONSAPEVOLEZZA DEI RISCHI CHE INCORRE NAVIGANDO SU SITI E PIATTAFORME ILLEGALI. LA PERCENTUALE DI INFORMAZIONE E CHIAREZZA RISPETTO AI TEMI DELLA SICUREZZA, PERSONALE ED INFORMATICA, SI ABBASSA AL 49% PRENDENDO IN ESAME I GIOVANI UNDER 15

 

FURTO DI DATI SENSIBILI E VIOLAZIONE DELLA PRIVACY, MALWARE, PHISHING E VIRUS INFORMATICI SONO TRA I RISCHI PIU’ PERICOLOSI E FREQUENTI CUI POSSONO IMBATTERSI TUTTI COLORO CHE ACCEDONO A PIATTAFORME ILLEGALI E FRUISCONO DI CONTENUTI AUDIOVISIVI ATTRAVERSO IL LINKING, LO STREAMING, E IL DOWNLOAD

 

TRA I FENOMENI EMERGENTI IN TEMA DI PIRATERIA AUDIOVISIVA VI È L’IPTV ILLEGALE, FACILE DA FRUIRE, CON UN’AMPIA OFFERTA DI CANALI E DI CONTENUTI, MA RISCHIOSISSIMA SOPRATTUTTO IN MERITO ALL’ACCESSO IMPROPRIO DI INFORMAZIONI PERSONALI, BANCARIE E DI GEOLOCALIZZAZIONE

 

PER CONTRASTARE IL FENOMENO SERVE PUNTARE SU UNO SVILUPPO SEMPRE PIU’ DIFFUSO DELL’OFFERTA LEGALE E PROMUOVERE LA CULTURA DELLA LEGALITA’ ATTRAVERSO CAMPAGNE EDUCATIVE E INFORMATIVE VOLTE AD AUMENTARE LA CONSAPEVOLEZZA DEI RISCHI LEGATI AGLI ATTI DI PIRATERIA ONLINE CHE DANNEGGIANO PRIMA DI TUTTO GLI STESSI UTENTI, QUINDI L’INDUSTRIA E L’INTERA ECONOMIA ITALIANA

 

 

Roma, 2 Aprile 2019 – FAPAV Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali ha annunciato oggi, in occasione di un convegno organizzato assieme a LUISS Business School, gli ultimi dati Ipsos, appendice di una ricerca più ampia, già presentata nei mesi scorsi in tema di evoluzioni della pirateria audiovisiva in Italia, su un focus legato alla percezione in merito a rischi informatici, violazione della privacy e sicurezza di dati personali, da parte degli utenti che fruiscono di contenuti audiovisivi attraverso piattaforme illegali.

Stiamo parlando de Il prezzo della gratuità: non è un ossimoro, bensì l’esplicitazione di una realtà in cui gli utenti che accedono a contenuti pirata, quindi in modo gratuito o tramite il pagamento di un abbonamento dal costo contenuto, in realtà inconsapevolmente si trovano a dover pagare, e non poco, un prezzo molto alto, visto che dietro l’angolo si nascondono rischi e frodi informatiche pericolose per l’utente e i suoi dispositivi.

Solo il 55% dei pirati, secondo i dati Ipsos per FAPAV, è consapevole infatti di tutto ciò che potrebbe accadere compiendo atti di pirateria tramite il linking, lo streaming, live e on demand, e il download di contenuti audiovisivi. Percentuale che scende sotto il 49% per i giovani under 15.

Imbattersi in malware, phishing o peggio ancora essere derubati dei propri dati personali è una possibilità del tutto che remota.

Quando si accede, attraverso qualunque device, a siti web o piattaforme che mettono a disposizione contenuti audiovisivi in modo illecito, non solo si violano precise regole normative, ma si mette anche a repentaglio la sicurezza e la privacy dei singoli utenti e dei loro familiari. Non meno importante è il danno economico e industriale nei confronti di un settore come quello audiovisivo, che solo in Italia impiega oltre 180 mila persone.

Tra i fenomeni emergenti della pirateria on-line vi è l’IPTV illegale che consente di fruire di contenuti televisivi in digitale con una certa facilità. Anche in questa situazione, è molto alto il deficit di consapevolezza circa i rischi che si possono incorrere soprattutto in tema di sicurezza e protezione dei propri dati personali sensibili e delle credenziali di accesso a conti correnti o carte di credito.

I servizi illegali che vengono messi in vendita online consentono agli utilizzatori, a fronte dell’acquisto di un unico abbonamento, di accedere a tutti i canali delle televisioni pubbliche e private, inclusi i contenuti on demand. Infatti, tramite un canone mensile, che nella maggior parte dei casi varia tra i 10 e i 15 euro, è possibile accedere a tutto il palinsesto delle principali piattaforme multimediali e audiovisive, che è costituito da film, serie TV, documentari, ed eventi sportivi nazionali ed internazionali.

Tutto sembra quindi in termini di percezione molto conveniente e molto poco rischioso: in realtà l’utente sta solo barattando le proprie emozioni e passioni audiovisive, in cambio della messa a disposizione, inconsapevolmente, di quel patrimonio personale ed ambitissimo, rappresentato dai dati sensibili.

“Gli indicatori presentati oggi e la successiva discussione – ha dichiarato Federico Bagnoli Rossi, Segretario Generale FAPAV rivelano come compiendo atti di pirateria per accedere ai contenuti audiovisivi non si provocano danni solo nei confronti dell’industria e del sistema economico e professionale che ruota intorno alla cultura, alla creatività e al talento del nostro Paese, ma si mettono in serio rischio anche la sicurezza e la privacy degli utenti stessi. Come si evince dal basso livello di consapevolezza di chi fruisce di contenuti audiovisivi attraverso piattaforme illecite, il vero problema risiede proprio nel fatto che compiendo queste azioni, non solo si viola la legge, ma abbassa il livello di sicurezza e tutela della propria identità personale, offrendo, il più delle volte senza accorgersene, al mondo dell’illegalità web, ciò che di più intimo ed inviolabile possediamo, ovvero i nostri dati, le nostre informazioni, i nostri comportamenti. Ecco il perché di questa giornata organizzata da FAPAV e LUISS Business School: riteniamo fondamentale promuovere campagne educative ed informative che consentano di innalzare il livello di consapevolezza sui rischi legati ad un utilizzo leggero e poco attento di piattaforme illegali. Un danno latente che colpisce in modo subdolo prima di tutto gli utenti, quindi l’industria audiovisiva sino all’intera economia italiana, attraverso l’evasione fiscale e la contrazione dei posti di lavoro”.

“La pirateria è un business e i proventi non vanno a chi crea e distribuisce i contenuti ma a vere e proprie organizzazioni criminali” – ha dichiarato Lucia Borgonzoni, Sottosegretario di Stato per i Beni e le Attività Culturali – “una visione romantica della pirateria ha cercato di convincerci che si trattasse di un fenomeno di libertà, realizzato da ‘benefattori’ ma tutti sappiamo che non è così e che, se vogliamo continuare ad avere artisti, musicisti, autori che vivono del proprio lavoro e della propria creatività, dobbiamo favorire la fruizione legale di contenuti e combattere le organizzazioni criminali che invece lucrano sul mercato illegale”.

Durante l’evento è stata distribuita ai partecipanti una guida di approfondimento completa sul tema dal titolo “Il prezzo della gratuità – Pirateria e rischi informatici” scaricabile sul sito della Federazione (www.fapav.it), disponibile al seguente link.

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