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L’Alta Corte del Regno Unito ordina il primo blocco di un cyberlocker pirata

L’Alta Corte del Regno Unito ordina il primo blocco di un cyberlocker pirata

Successo per l’azione di MPA e Sky UK

Bagnoli Rossi (FAPAV): “Servizi di cyberlocker rappresentano una delle modalità più sfruttate per la diffusione dei file pirata”

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L’ordinanza dell’Alta Corte britannica

Migliaia di url sono state bloccate e con esse l’accesso a piattaforme pirata abbastanza popolari nel Regno Unito, come The Pirate Bay e Sci-Hub, o Fmovies e Team-Xecuter, tramite cui generalmente si riusciva a vedere film e programmi tv illeciti, cioè violando le leggi sul copyright.A seguito di una petizione proposta da MPA (Motion Picture Association) e Sky UK, che hanno agito a nome di grandi brand dell’audiovisivo, come Netflix e Disney, Warner Bros e Paramount Pictures, per citare alcuni tra i più popolari, l’Alta Corte della Gran Bretagna ha ordinato a sei Internet service provider (Isp) di bloccare due nuovi domini: mixdrop.me mixdrop.co.Il primo è un sito di file hosting, un cyberlocker, mentre il secondo è un classico sito per il servizio di streaming pirata.I cyberlocker sono servizi di condivisione di file di terze parti che vengono utilizzati anche per veicolare contenuti protetti da copyright, rappresentando una grave minaccia per i detentori dei diritti.È la prima volta nel Regno Unito che un sito di questo tipo subisce azione legale per via di film e programmi tv protetti da copyright.

L’impegno di FAPAV per la tutela del diritto d’autore in Italia

L’importante sentenza ottenuta in UK traccia una strada importante per le attività di tutela dei contenuti audiovisivi”, ha dichiarato a Key4biz Federico Bagnoli Rossi, Segretario Generale FAPAV, la Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali.

“I servizi di cyberlocker rappresentano una delle modalità più sfruttate per la diffusione dei file pirata e sono molto utilizzati dagli utenti, con gravi danni per i titolari dei diritti. Anche in Italia l’attenzione è massima sulla questione e recentemente – ha aggiunto Bagnoli Rossi – la Federazione ha ottenuto, grazie all’applicazione del Regolamento AGCOM, il blocco DNS di un cyberlocker utilizzato per la diffusione illecita di contenuti coperti da copyright. Un risultato molto importante che ci auguriamo possa incidere fortemente nelle azioni future contro questo tipo di servizi illeciti”.

 

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